lunedì 22 agosto 2016

E il lunedì del rientro

Il rientro dalle ferie è sempre traumatico.
Dopo anni di lavoro, ancora non mi sono abituata al lunedì.

E poco conta se ancora ti senti addosso la sabbia bianca delle spiagge di Zanzibar, se senti il profumo della salsedine di casa, se il tramonto sul mare è lì non appena chiudi gli occhi; oggi sei in ufficio ed è come se non ci fossi mai stata prima e allo stesso tempo come se non fossi mai stata lontana.

L'agenda è lì dove l'avevi lasciata, pronta a ricordarti quello che comunque non hai avuto modo di dimenticare.

Partire.
Le vacanze ti riempiono gli occhi, ti cullano il cuore; vedere posti lontani, conoscere tradizioni, usanze, aneddoti di popoli così diversi eppure così simili nella quotidianità della vita è l'unica ricchezza di cui voglio godere.

Tornare dalla famiglia.
L'odi et amo più struggente: quella che era casa, oggi è un'altra tappa del viaggio e forse, proprio per questo, l'alternanza di sentimenti si fa più forte.
L'amore per i luoghi dell'infanzia si intreccia con i legami affettivi, ma anche con la voglia di indipendenza, quell'indipendenza sudata, ottenuta, guadagnata.

Eppure, il rientro a casa è dolce.

Quella casa che pian piano sta prendendo forma.
Quella casa che ti parla di nuove emozioni giorno dopo giorno.
Quella casa che ti accoglie e sa di te.

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