Tre giorni ininterrotti di pioggia, non ricordavo fossero
possibili. Forse è accaduto solo nel mio periodo Londinese, ma ormai è passato troppo
tanto tempo per averne ricordi nitidi.
Ma, nonostante tutto, non ci siamo persi d’animo.
E così, se
la mattinata ti porta in giro per zone sconosciute di Milano, per l’ora di
pranzo ci piace vedere qualche volto familiare o, per meglio dire, il volto di quella
che è diventata la nostra pizza preferita in questa nostra città d’adozione: la
pizza di Gino Sorbillo.
Arrivando alle 12:30 riusciamo a entrare senza dover fare
nessuna fila, e vi assicuro che non era così scontato. E’ la prima volta che
andiamo per il pranzo, ma, per quanto riguarda la cena, la nostra tattica è quella
di dirigerci in zona appena usciti dall’ufficio: il venerdì sera non è
inconsueto che si formi la coda già prima dell’apertura delle 19:00 e credo non
sia molto diverso gli altri giorni della settimana.
Il locale è su due piani e (unica pecca) non accetta
prenotazioni: ci accomodiamo al piano
superiore, a un piccolo tavolino che, al momento giusto, sarà occupato
esclusivamente dalla pizza.
E qui una premessa è d’obbligo: da romana, io amo
la pizza romana. Per me, la pizza deve essere fina e croccante e la crosta “scrocchiarella”.
E, a dirla tutta, preferisco ancor più della tonda, la pizza a taglio, come la
si intende a Roma.
Ecco, sì, ora l’ho detto.
Quindi, tornando al nostro Gino Sorbillo, pizzeria
napoletana DOC, ammetto che la prima volta ero piuttosto scettica: la pizza
napoletana va contro quasi ogni mio ‘principio di pizza’. In primis, quel cornicione morbido proprio non
mi va giù. Ovviamente mi sono dovuta ricredere: la pizza gigante che ti servono
è una delle più buone che abbia mai mangiato. Gli ingredienti di primissima
qualità.
E sabato, finalmente, sono stata di parola: ho provato la
classica margherita, ché ogni volta che vado parto con tutte le buone
intenzioni e poi, inevitabilmente, qualche gusto strano e particolare cattura
la mia attenzione e puff. Non posso dire ancora di averle assaggiate tutte, ma
al momento la mia preferita rimane la pesto di basilico: da leccarsi i baffi. Ad
ogni boccone, mi torna alla mente il pesto che ci preparava papà quando eravamo
bambini, dopo una mattinata in giro per il quartiere a raccogliere pigne e a
schiacciare pinoli. Sa d’infanzia.
Ma sabato non è stata solo la giornata delle certezze, anzi, finalmente una novità: la sera, mentre la pioggia battente non accennava
a smettere, abbiamo provato con gli amici una nuova hamburgeria: Fatto BeneBurger.
Il locale molto carino, minimal e non eccessivamente
affollato, per essere un sabato sera; anche qui non si accettano prenotazioni
(credo sia una moda tutta milanese), ma fortunatamente abbiamo trovato subito
un tavolo libero per 5.
In quanto amante del piccante, ho subito puntato lo Spicy
Mary Burger accompagnato da patatine chips: il pane mi è piaciuto molto,
leggermente dolciastro, ma la carne in sé non mi ha fatto impazzire. Forse
perché la cottura non era per i miei gusti ottimale. Avevo chiesto una cottura
media, ma mi è sembrata molto più vicina al ‘ben cotta’. Mi aspettavo di vedere
il centro dell’hamburger più rosato, non al sangue, ma con una certa differenza
tra parte esterna e parte interna.
Per concludere, poteva mancare il dolce?
Tortino di mele con panna. Il ripieno di mele e uvetta molto
buono, il tutto caldo al punto giusto a contrasto con il ciuffo di panna di
accompagnamento, ma la base di frolla non si sposava alla perfezione.
Nell’insieme, però, devo dire che non mi ha esaltato; forse non
ho provato le cose giuste, forse la confusione del sabato sera non aiuta.
Obiettivo della settimana: trovare un buon fish&chips da
provare il prossimo weekend!
Pizzeria Gino Sorbillo
Largo Corsia dei Servi, 11
20122 (MI)
Fatto Bene Buger - Buonarroti, 8
Via Buonarroti, 8
20145 (MI)



