lunedì 29 febbraio 2016

Scende la pioggia

Tre giorni ininterrotti di pioggia, non ricordavo fossero possibili. Forse è accaduto solo nel mio periodo Londinese, ma ormai è passato troppo tanto tempo per averne ricordi nitidi.

Ma, nonostante tutto, non ci siamo persi d’animo. 
E così, se la mattinata ti porta in giro per zone sconosciute di Milano, per l’ora di pranzo ci piace vedere qualche volto familiare o, per meglio dire, il volto di quella che è diventata la nostra pizza preferita in questa nostra città d’adozione: la pizza di Gino Sorbillo.
Arrivando alle 12:30 riusciamo a entrare senza dover fare nessuna fila, e vi assicuro che non era così scontato. E’ la prima volta che andiamo per il pranzo, ma, per quanto riguarda la cena, la nostra tattica è quella di dirigerci in zona appena usciti dall’ufficio: il venerdì sera non è inconsueto che si formi la coda già prima dell’apertura delle 19:00 e credo non sia molto diverso gli altri giorni della settimana.
Il locale è su due piani e (unica pecca) non accetta prenotazioni: ci accomodiamo al piano superiore, a un piccolo tavolino che, al momento giusto, sarà occupato esclusivamente dalla pizza. 
E qui una premessa è d’obbligo: da romana, io amo la pizza romana. Per me, la pizza deve essere fina e croccante e la crosta “scrocchiarella”. E, a dirla tutta, preferisco ancor più della tonda, la pizza a taglio, come la si intende a Roma. 
Ecco, sì, ora l’ho detto.
Quindi, tornando al nostro Gino Sorbillo, pizzeria napoletana DOC, ammetto che la prima volta ero piuttosto scettica: la pizza napoletana va contro quasi ogni mio ‘principio di pizza’.  In primis, quel cornicione morbido proprio non mi va giù. Ovviamente mi sono dovuta ricredere: la pizza gigante che ti servono è una delle più buone che abbia mai mangiato. Gli ingredienti di primissima qualità.
E sabato, finalmente, sono stata di parola: ho provato la classica margherita, ché ogni volta che vado parto con tutte le buone intenzioni e poi, inevitabilmente, qualche gusto strano e particolare cattura la mia attenzione e puff. Non posso dire ancora di averle assaggiate tutte, ma al momento la mia preferita rimane la pesto di basilico: da leccarsi i baffi. Ad ogni boccone, mi torna alla mente il pesto che ci preparava papà quando eravamo bambini, dopo una mattinata in giro per il quartiere a raccogliere pigne e a schiacciare pinoli. Sa d’infanzia.
Antica Margheritta e Margherita con pomodorini gialli.

Ma sabato non è stata solo la giornata delle certezze, anzi, finalmente una novità: la sera, mentre la pioggia battente non accennava a smettere, abbiamo provato con gli amici una nuova hamburgeria: Fatto BeneBurger.
Il locale molto carino, minimal e non eccessivamente affollato, per essere un sabato sera; anche qui non si accettano prenotazioni (credo sia una moda tutta milanese), ma fortunatamente abbiamo trovato subito un tavolo libero per 5.
In quanto amante del piccante, ho subito puntato lo Spicy Mary Burger accompagnato da patatine chips: il pane mi è piaciuto molto, leggermente dolciastro, ma la carne in sé non mi ha fatto impazzire. Forse perché la cottura non era per i miei gusti ottimale. Avevo chiesto una cottura media, ma mi è sembrata molto più vicina al ‘ben cotta’. Mi aspettavo di vedere il centro dell’hamburger più rosato, non al sangue, ma con una certa differenza tra parte esterna e parte interna.
Per concludere, poteva mancare il dolce?
Tortino di mele con panna. Il ripieno di mele e uvetta molto buono, il tutto caldo al punto giusto a contrasto con il ciuffo di panna di accompagnamento, ma la base di frolla non si sposava alla perfezione.
Nell’insieme, però, devo dire che non mi ha esaltato; forse non ho provato le cose giuste, forse la confusione del sabato sera non aiuta.
Fatto Bene Burger.

Spicy Mary Burger.


Obiettivo della settimana: trovare un buon fish&chips da provare il prossimo weekend!


Pizzeria Gino Sorbillo
Largo Corsia dei Servi, 11
20122 (MI)

Fatto Bene Buger - Buonarroti, 8
Via Buonarroti, 8
20145 (MI)

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