domenica 24 luglio 2016

Quel che vedi dalla finestra

In un tardo pomeriggio domenicale, dopo un fine settimana passato nel relax più totale, ti ritrovi quasi per caso seduta al tuo tavolo.
La prospettiva è quello che conta: sguardo rivolto verso la finestra da cui entra soffusa la luce del tramonto, a sinistra lui, sotto le dita i tasti del computer; in un attimo il tuo pensiero vola.
E non solo al fatto che la prossima è l'ultima settimana di lavoro prima delle meritate ferie e che le vacanze si avvicinano.
In questo momento il rosa del tramonto si riflette su quello che sei.
E' un caldo abbraccio in cui vedi chiaramente quello che sarà.
E oggi è proprio qui accanto a te.

lunedì 18 luglio 2016

La gente di mare, quando al mare non vive, si alza all'alba e se lo va a prendere

Non importa se non rientri nella categoria di quelle persone che sono in costume a prendere il sole sul lettino già a metà aprile, quando fanno 15° di massima.
O di quelle che passano la pausa pranzo in spiaggia, anche se ci vuole mezz'ora ad arrivare e mezz'ora ad andarsene.
O ancora di quelle che piove, ma piuttosto che stare chiuse in casa si chiudono in cabina.
Se sei nato al mare, cercherai inevitabilmente il mare.

E tu, che pure andavi al mare solo per l'aperitivo serale, non puoi sottrarti a questa verità innegabile.
C'è poco da fare: pian piano sentirai la mancanza di quella libertà, di quella gioia, di quel sentirsi un po' bambino.

Una semplice passeggiata sulla battigia, un aperitivo con i piedi nella sabbia, una cena in una veranda con vista sul tramonto.

Una corsetta sul lungomare con i primi caldi, il profumo della salsedine portato dai venti autunnali, l'azzurro intenso che brilla sotto i pallidi raggi di primavera.

E cosa sono in confronto i 200 e passa chilometri che ti separano dalle coste liguri?

sabato 9 luglio 2016

Gente di mare, non da piscina

Otto mesi l'anno, Milano è una città fantastica. A misura d'uomo,  accettabilmente pulita e organizzata, quasi europea. E, in questi otto mesi l'anno, ti senti davvero nella città italiana dove vivere meglio.
Ma poi arriva maggio, e le tue certezze vacillano. A maggio segue giugno, e il convincersi che in ogni caso devi lavorare 8 ore al giorno non è sufficiente. Con luglio, ogni effimero tentativo di autoconvincimento è del tutto crollato.
Dov'è il mare?
Si dice che la Liguria sia a due passi, che poi però si trasformano in 3 ore di fila in autostrada quando rientri la domenica sera.
I laghi non sono poi così lontani, ma io sono sempre cresciuta con la paura del bagno al lago, ché è pericoloso, si sa.
La piscina, rimane la piscina. Quel luogo che in quasi 30 anni di vita, nelle mie estati casalinghe, ricordo con nitidezza di aver frequentato tre volte. Mettiamoci che un altro paio non me le ricordo e la media, se arrotondiamo, vien facile: una volta ogni sei anni.
In due anni qui, oggi è stata la terza volta. Ora, per carità, lungi da me criticare queste pozze d'acqua che comunque offrono refrigerio a prezzi relativamente economici (se penso che ingresso e lettino costano quanto al mare, e stai senza mare, la lacrima è pronta a scendere), però dico, di tre piscine diverse non ne abbiamo trovato una soddisfacente. La prima, lo scorso anno, molto bella, forse un po' troppo pretenziosa e senza vie di mezzo: la scelta era tra sdraiarsi sul mattonato puro e duro o la finta spiaggia di sabbia caraibica con ombrellone e lettino personale al prezzo di un rene l'ora, se giuri di non respirare. Bocciata.
La seconda, tipica piscina comunale di quartiere; qui la scelta la fanno loro per te: solo mattonato, senza ahi né bai. Bocciata.
La terza, composta da due vasche, una per i bambini, e lettini a noleggio sembra perfetta.
Ovviamente i lettini te li devi incollare tu per le scale che portano alla piscina, anche per riconsegnarli. E se non bastasse, si tratta dei lettini più scomodi esistenti, tanto da non riuscire a stare sdraiati, né a pancia in su né a faccia in giù. Te la cavi se ti accontenti di stare seduto, senza però poggiare la testa, se ci tieni all'osso sacro. Insomma, una tragedia.
E lo so che c'è il lago, lo so.
Ma come si fa a chiedere alla gente di mare di fare un'ora di macchina per arrivare al mare che mare non è?