lunedì 18 luglio 2016

La gente di mare, quando al mare non vive, si alza all'alba e se lo va a prendere

Non importa se non rientri nella categoria di quelle persone che sono in costume a prendere il sole sul lettino già a metà aprile, quando fanno 15° di massima.
O di quelle che passano la pausa pranzo in spiaggia, anche se ci vuole mezz'ora ad arrivare e mezz'ora ad andarsene.
O ancora di quelle che piove, ma piuttosto che stare chiuse in casa si chiudono in cabina.
Se sei nato al mare, cercherai inevitabilmente il mare.

E tu, che pure andavi al mare solo per l'aperitivo serale, non puoi sottrarti a questa verità innegabile.
C'è poco da fare: pian piano sentirai la mancanza di quella libertà, di quella gioia, di quel sentirsi un po' bambino.

Una semplice passeggiata sulla battigia, un aperitivo con i piedi nella sabbia, una cena in una veranda con vista sul tramonto.

Una corsetta sul lungomare con i primi caldi, il profumo della salsedine portato dai venti autunnali, l'azzurro intenso che brilla sotto i pallidi raggi di primavera.

E cosa sono in confronto i 200 e passa chilometri che ti separano dalle coste liguri?

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