Otto mesi l'anno, Milano è una città fantastica. A misura d'uomo, accettabilmente pulita e organizzata, quasi europea. E, in questi otto mesi l'anno, ti senti davvero nella città italiana dove vivere meglio.
Ma poi arriva maggio, e le tue certezze vacillano. A maggio segue giugno, e il convincersi che in ogni caso devi lavorare 8 ore al giorno non è sufficiente. Con luglio, ogni effimero tentativo di autoconvincimento è del tutto crollato.
Dov'è il mare?
Si dice che la Liguria sia a due passi, che poi però si trasformano in 3 ore di fila in autostrada quando rientri la domenica sera.
Ma poi arriva maggio, e le tue certezze vacillano. A maggio segue giugno, e il convincersi che in ogni caso devi lavorare 8 ore al giorno non è sufficiente. Con luglio, ogni effimero tentativo di autoconvincimento è del tutto crollato.
Dov'è il mare?
Si dice che la Liguria sia a due passi, che poi però si trasformano in 3 ore di fila in autostrada quando rientri la domenica sera.
I laghi non sono poi così lontani, ma io sono sempre cresciuta con la paura del bagno al lago, ché è pericoloso, si sa.
La piscina, rimane la piscina. Quel luogo che in quasi 30 anni di vita, nelle mie estati casalinghe, ricordo con nitidezza di aver frequentato tre volte. Mettiamoci che un altro paio non me le ricordo e la media, se arrotondiamo, vien facile: una volta ogni sei anni.
In due anni qui, oggi è stata la terza volta. Ora, per carità, lungi da me criticare queste pozze d'acqua che comunque offrono refrigerio a prezzi relativamente economici (se penso che ingresso e lettino costano quanto al mare, e stai senza mare, la lacrima è pronta a scendere), però dico, di tre piscine diverse non ne abbiamo trovato una soddisfacente. La prima, lo scorso anno, molto bella, forse un po' troppo pretenziosa e senza vie di mezzo: la scelta era tra sdraiarsi sul mattonato puro e duro o la finta spiaggia di sabbia caraibica con ombrellone e lettino personale al prezzo di un rene l'ora, se giuri di non respirare. Bocciata.
La seconda, tipica piscina comunale di quartiere; qui la scelta la fanno loro per te: solo mattonato, senza ahi né bai. Bocciata.
La terza, composta da due vasche, una per i bambini, e lettini a noleggio sembra perfetta.
Ovviamente i lettini te li devi incollare tu per le scale che portano alla piscina, anche per riconsegnarli. E se non bastasse, si tratta dei lettini più scomodi esistenti, tanto da non riuscire a stare sdraiati, né a pancia in su né a faccia in giù. Te la cavi se ti accontenti di stare seduto, senza però poggiare la testa, se ci tieni all'osso sacro. Insomma, una tragedia.
In due anni qui, oggi è stata la terza volta. Ora, per carità, lungi da me criticare queste pozze d'acqua che comunque offrono refrigerio a prezzi relativamente economici (se penso che ingresso e lettino costano quanto al mare, e stai senza mare, la lacrima è pronta a scendere), però dico, di tre piscine diverse non ne abbiamo trovato una soddisfacente. La prima, lo scorso anno, molto bella, forse un po' troppo pretenziosa e senza vie di mezzo: la scelta era tra sdraiarsi sul mattonato puro e duro o la finta spiaggia di sabbia caraibica con ombrellone e lettino personale al prezzo di un rene l'ora, se giuri di non respirare. Bocciata.
La seconda, tipica piscina comunale di quartiere; qui la scelta la fanno loro per te: solo mattonato, senza ahi né bai. Bocciata.
La terza, composta da due vasche, una per i bambini, e lettini a noleggio sembra perfetta.
Ovviamente i lettini te li devi incollare tu per le scale che portano alla piscina, anche per riconsegnarli. E se non bastasse, si tratta dei lettini più scomodi esistenti, tanto da non riuscire a stare sdraiati, né a pancia in su né a faccia in giù. Te la cavi se ti accontenti di stare seduto, senza però poggiare la testa, se ci tieni all'osso sacro. Insomma, una tragedia.
E lo so che c'è il lago, lo so.
Ma come si fa a chiedere alla gente di mare di fare un'ora di macchina per arrivare al mare che mare non è?
Ma come si fa a chiedere alla gente di mare di fare un'ora di macchina per arrivare al mare che mare non è?
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