Flappi Stories
Racconti di una romana a Milano
lunedì 22 agosto 2016
E il lunedì del rientro
Dopo anni di lavoro, ancora non mi sono abituata al lunedì.
E poco conta se ancora ti senti addosso la sabbia bianca delle spiagge di Zanzibar, se senti il profumo della salsedine di casa, se il tramonto sul mare è lì non appena chiudi gli occhi; oggi sei in ufficio ed è come se non ci fossi mai stata prima e allo stesso tempo come se non fossi mai stata lontana.
L'agenda è lì dove l'avevi lasciata, pronta a ricordarti quello che comunque non hai avuto modo di dimenticare.
Partire.
Le vacanze ti riempiono gli occhi, ti cullano il cuore; vedere posti lontani, conoscere tradizioni, usanze, aneddoti di popoli così diversi eppure così simili nella quotidianità della vita è l'unica ricchezza di cui voglio godere.
Tornare dalla famiglia.
L'odi et amo più struggente: quella che era casa, oggi è un'altra tappa del viaggio e forse, proprio per questo, l'alternanza di sentimenti si fa più forte.
L'amore per i luoghi dell'infanzia si intreccia con i legami affettivi, ma anche con la voglia di indipendenza, quell'indipendenza sudata, ottenuta, guadagnata.
Eppure, il rientro a casa è dolce.
Quella casa che pian piano sta prendendo forma.
Quella casa che ti parla di nuove emozioni giorno dopo giorno.
Quella casa che ti accoglie e sa di te.
domenica 24 luglio 2016
Quel che vedi dalla finestra
La prospettiva è quello che conta: sguardo rivolto verso la finestra da cui entra soffusa la luce del tramonto, a sinistra lui, sotto le dita i tasti del computer; in un attimo il tuo pensiero vola.
E non solo al fatto che la prossima è l'ultima settimana di lavoro prima delle meritate ferie e che le vacanze si avvicinano.
In questo momento il rosa del tramonto si riflette su quello che sei.
E' un caldo abbraccio in cui vedi chiaramente quello che sarà.
E oggi è proprio qui accanto a te.
lunedì 18 luglio 2016
La gente di mare, quando al mare non vive, si alza all'alba e se lo va a prendere
Non importa se non rientri nella categoria di quelle persone che sono in costume a prendere il sole sul lettino già a metà aprile, quando fanno 15° di massima.
O di quelle che passano la pausa pranzo in spiaggia, anche se ci vuole mezz'ora ad arrivare e mezz'ora ad andarsene.
O ancora di quelle che piove, ma piuttosto che stare chiuse in casa si chiudono in cabina.
Se sei nato al mare, cercherai inevitabilmente il mare.
E tu, che pure andavi al mare solo per l'aperitivo serale, non puoi sottrarti a questa verità innegabile.
C'è poco da fare: pian piano sentirai la mancanza di quella libertà, di quella gioia, di quel sentirsi un po' bambino.
Una semplice passeggiata sulla battigia, un aperitivo con i piedi nella sabbia, una cena in una veranda con vista sul tramonto.
Una corsetta sul lungomare con i primi caldi, il profumo della salsedine portato dai venti autunnali, l'azzurro intenso che brilla sotto i pallidi raggi di primavera.
E cosa sono in confronto i 200 e passa chilometri che ti separano dalle coste liguri?
sabato 9 luglio 2016
Gente di mare, non da piscina
Ma poi arriva maggio, e le tue certezze vacillano. A maggio segue giugno, e il convincersi che in ogni caso devi lavorare 8 ore al giorno non è sufficiente. Con luglio, ogni effimero tentativo di autoconvincimento è del tutto crollato.
Dov'è il mare?
Si dice che la Liguria sia a due passi, che poi però si trasformano in 3 ore di fila in autostrada quando rientri la domenica sera.
In due anni qui, oggi è stata la terza volta. Ora, per carità, lungi da me criticare queste pozze d'acqua che comunque offrono refrigerio a prezzi relativamente economici (se penso che ingresso e lettino costano quanto al mare, e stai senza mare, la lacrima è pronta a scendere), però dico, di tre piscine diverse non ne abbiamo trovato una soddisfacente. La prima, lo scorso anno, molto bella, forse un po' troppo pretenziosa e senza vie di mezzo: la scelta era tra sdraiarsi sul mattonato puro e duro o la finta spiaggia di sabbia caraibica con ombrellone e lettino personale al prezzo di un rene l'ora, se giuri di non respirare. Bocciata.
La seconda, tipica piscina comunale di quartiere; qui la scelta la fanno loro per te: solo mattonato, senza ahi né bai. Bocciata.
La terza, composta da due vasche, una per i bambini, e lettini a noleggio sembra perfetta.
Ovviamente i lettini te li devi incollare tu per le scale che portano alla piscina, anche per riconsegnarli. E se non bastasse, si tratta dei lettini più scomodi esistenti, tanto da non riuscire a stare sdraiati, né a pancia in su né a faccia in giù. Te la cavi se ti accontenti di stare seduto, senza però poggiare la testa, se ci tieni all'osso sacro. Insomma, una tragedia.
Ma come si fa a chiedere alla gente di mare di fare un'ora di macchina per arrivare al mare che mare non è?
domenica 26 giugno 2016
Previsioni meteo, meglio lasciar perdere!
martedì 14 giugno 2016
WE di amiche, WE di shopping
Quando il tempo e la distanza sono poca cosa rispetto al vissuto insieme, i rapporti cambiano, si evolvono, ma logorarsi no.
Perciò, a fronte di 8 mesi ormai fissi in questa nuova città, le amiche non potevano tirarsi indietro:
dovevano assolutamente venire a vedere con i loro occhi la nuova quotidianità di cui mi sono circondata.
E se è vero che Milano tutto sommato è anche una bella città, è ancor più vero che il miglior modo di scambiare pensieri, condividere pettegolezzi e novità con le amiche di lunga data è sicuramente durante una buona sessione di shopping.
E se vicino casa ti apre il centro commerciale più grande di Europa, con uno dei negozi che più ami, 2+2 fa senza dubbio 4!
Sabato mattina, con il tempo che sembra volerci regalare un novembre anticipato, si parte alla volta di Arese e il suo Centro; qualche piccola peripezia dovuta alle solite problematiche causate dall'incapacità di decifrare le indicazioni del navigatore, ma, con solo 10 minuti di ritardo sul previsto, arriviamo.
Intanto va detto che il centro commerciale è bellissimo: ambienti chiari, ma non asettici, tutto in legno, con una buona dose di luce naturale che entra dalle vetrate in alto, è uno dei pochi - mi sbilancio, l'unico - in cui non si ha quella sensazione di oppressione e alienazione tipica di quei posti chiusi che, seppur immensi, sono frequentati da centinaia e centinaia di persone contemporaneamente.
Appena arrivate ci fiondiamo subito su quello che di tutto il centro è l'attrazione principale: Primark, ovviamente.
Conobbi Primark una delle mie prime volte a Londra, ma ammetto di non averne colto subito il potenziale. O forse, più di 10 anni fa, il potenziale ancora non c'era. Ricordo come mi sembrò un immenso mercato, disordinato, caotico e con roba ben poco interessante.
Ci tornai poi qualche anno dopo, in uno dei primi viaggi all'estero da sola con un'amica e il tutto acquistò ai miei occhi un fascino nuovo: quello dello shopping a prezzi bassissimi.
Di quella vera prima volta non ho grandi reperti, ma da quel momento è diventato un'istituzione: quando poi l'Erasmus mi ha portato proprio nella patria dei Windsor è diventata tappa fissa.
E a distanza di 8 anni, dall'armadio esce ancora fuori qualcosa risalente a quei mesi di vita londinese.
Chiusa la parentesi 'Beata Gioventù', dico solo che la gita da Primark è durata un'ora e mezza: quasi l'intera permanenza nel centro (se non consideriamo che per mangiare una piadina per pranzo abbiamo fatto una fila di un'ora). Lì dentro c'è di tutto, tutto quello di cui si può aver bisogno, che si parli di vestiti, scarpe, intimo, casa. Difficile non trovare quello che cerchi; a meno che non tu stia cercando una tovaglia quadrata, ma questo è un altro discorso.
Per le tovaglie c'è Maison du Monde, un piccolo paradiso per chi cerca oggetti carini, spiritosi, colorati per la casa indipendentemente dalla loro reale utilità.
Qui, oltre alla già citata tovaglia quadrata che cercavo ormai da quasi 3 mesi, ho trovato un carinissimo vassoietto/piattino adibito per l'occasione a svuotatasche.
Per concludere, una capatina da Zara, una da Pandora, un gelato al volo e ci siamo dirette verso casa, distrutte ma assolutamente soddisfatte, pronte per affrontare un altro importante momento di un classico fine settimana con le amiche: il sabato sera.
Il Centro
Via Luraghi, 11
Arese
Lun - Dom: 9:00 - 22:00
domenica 29 maggio 2016
L'estate arriva, l'estate va
Soprattutto nel fine settimana.
E così, se si voleva andare al parco, o meglio al lago, per cominciare a dare alla pelle quel colore ambrato che ti dà la sensazione di vacanza anche se mancano 2 mesi pieni alle ferie, ovviamente si deve rimandare tutto. Al prossimo fine settimana, quando si torna a Roma, sperando che almeno le terre del sud sappiano accogliere due migranti con il giusto sorriso.
Ma intanto come passiamo questa domenica se non sognando l'estate?
E così, mentre il ragù sobbolle e la lasagna è in procinto di essere preparata e infornata, si vaga alla ricerca della meta di agosto.
Certo, dopo le due settimane in Thailandia e Cambogia dello scorso, è difficile pensare di riuscire a trovare un posto degno; e altrettanto economico, fattore non trascurabile.
Grecia? Ma dicono che l'acqua è fredda e le spiagge ventose e sassose; non tutte, ovviamente, ma significa dover studiare molto bene prima di scegliere.
Sicilia? Di certo non avremmo problemi di cibo. Ricordo ancora con grandissima gioia la vacanza con famiglia di quasi 10 anni fa: 10 giorni, 10 chili. Una gioia per il palato. Ah, beata gioventù!
Sardegna? Non lo so, so che vado contro corrente, ma la Sardegna non è riuscita a rapirmi il cuore.
Costa Azzurra, potrebbe essere la risposta.
Viaggio in macchina con partenza da Milano e tappe nelle città più famose: Monaco, Nizza, Cannes, Saint Tropez.
Sognando Caccia al Ladro.
